Bitcoin hard fork: una pagina di storia è stata scritta

source: inc42.com

Ieri per la prima volta nella storia dei Bitcoin è stato fatto un “Hard Fork”. Fino ad 2 giorni era pura teoria oggi l’Hard Fork ha clonato la blockchain dei Bitcoin creando quello che in termini di database si chiama un brain-split.

Ma partiamo dall’inizio, alla fine del 2016 la blockchain (ovvero la rete P2P che contiene tutte le transazioni dei bitcoin) era talmente intasata che una transazione poteva richiedere ore se non addirittura giorni, per essere confermata. Immaginate di fare un pagamento con il pos e dover attendere qualche ora se non giorni, perché il negoziante possa darvi la vostra merce. Sarebbe un po come pagare la spesa con un bonifico.

La rete ha quindi iniziato un dibattito su come poter risolvere il problema, inizialmente era stato proposto l’introduzione del protocollo SEGWIT (segregated witness) ma nonostante fosse supportata da molte persone, non aveva ricevuto un consenso globale.

Ciò nonostante era stato schedulato un soft fork per il 1 Agosto 2017 per implementare il protocollo SegWit, con un silente piano B che prevedeva un Hard Fork della blockchain.

Un’azienda cinese Bitman per tutto luglio a lavorato a sovvertire la decisione fino a che l’Hard Fork è divenuto il piano A, con il nome di “Bitcoin Cash”.

La differenza tra bitcoin e bitcoin cash sul piano tecnico sono che il secondo non ha implementato il SegWit e ha cambiato la size di ogni blocco da 1MB a 8MB.

Bitcoin Cash è espressione dell’impulso di rivolta che bitcoin ha sempre avuto contro il potere centrale.

Bitcoin è nato come strumento anti establishment, nato per sfidare banche e autorità di controllo e governi. Fino ad oggi è riuscito in pieno nel suo obiettivo, diventando una moneta tanto “reale” quando il dollaro o l’euro, con una capitalizzazione di quasi 50 milioni di dollari.

Il fatto che la catena stesse soffrendo di lentezza e che questo portasse ad un aumento dei costi di transazione (che a lungo andare si sarebbero potuti permettere solo le grandi aziende o le banche) avrebbe compromesso la decentralizzazione del network.

Essendo la decentralizzazione il primo obbiettivo delle criptovalute, alcuni utenti hanno optato per il fork per restituire a tutti l’usabilità della prima, più grossa e famosa moneta virtuale.

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